Un baule pieno di ricordi

Ieri sera stavo ripulendo la soffitta, liberandola dalle cianfrusaglie un tempo utili, ma ormai inutili e dalle cose vecchie.

E sono state proprio le cose vecchie che mi hanno indotto a fermare la liberazione della soffitta, bloccandomi il pensiero sui ricordi impolverati di quando ero bambino.

Sì, perché mentre spostavo gli oggetti da buttare da quelli che sarebbero potuti ritornare utili, mi ha rapito lo sguardo un grande baule.

Appena adocchiato questo baule l’ho aperto e mi è subito balzata all’occhio una vecchia radio rotta, smontata in parte, quindi probabilmente non funzionante. Era una di quelle radio vecchie, di quelle più o meno d’epoca, a valvole.

Nel baule c’erano vecchi oggetti della nonna coi quali io giocavo quando ero bambino, in piena fase infantile, quando andavo a stare proprio a casa sua.

Tutti gli oggetti contenuti nel baule hanno da sempre instaurato in me un senso di sana curiosità. Con alcuni di essi ci giocavo, altri mi passavano casualmente sotto gli occhi da sembrarmi indifferenti, ma indifferenti poi non lo erano perché anche da adulto ce li ho ancora impressi, altri ancora mi piaceva solo osservarli, rigirarmeli tra le mani e poi riporli dove li avevo presi.

Ho dei ricordi legati proprio a quella vecchia radio a valvole. Ricordo infatti che già quando ero bambino funzionava poco e male. Allora con vari cacciaviti mi divertivo a fingere di ripararla. La cosa bella è che poi ero convinto davvero di ripararla perché sentivo che funzionava; uscivano musica e parole. Ma col senno di poi è palese che quel funzionamento era dovuto solo a casuali funzionamenti di una radio decrepita.

Continuando ad esplorare questo prezioso baule, colmo di ricordi concreti che hanno assunto le forme dei vecchi oggetti lì dentro, prendo tra le mani un vecchio ferro da stiro grande, totalmente in ferro, pesante. Immagino la difficoltà che si poteva avere nel manovrarlo per stirare. Ma d’altronde a quei tempi c’erano donne di altra tempra. Valeva anche per gli uomini, ovviamente. Erano tempi diversi. Me lo ricordo quel ferro da stiro. Quando ero piccolo mia nonna lo usava ancora. O meglio, credo che lo usasse. Non l’ho mai vista stirare, ma ho sempre visto quel vecchio ferro da stiro a caldaia sopra la stufetta a legna a scaldare. Probabilmente mia nonna scaldava l’acqua nella caldaia e il ferro stesso, visto che era di pesante ferro battuto. All’epoca doveva essere tra i migliori ferri da stiro con caldaia, visto che il ferro era lavorato finemente ed egregiamente, con ogni minimo particolare curato a dovere.

Alla fine dell’esplorazione dei vecchi oggetti di mia nonna contenuti e dimenticati nel baule – fino al momento in cui non li ho riscoperti – ho deciso di smettere di sgomberare la soffitta. Ho deciso che quegli oggetti non li avrei buttati, o almeno non subito. Avrei prima dovuto metabolizzare il fatto di buttare la concretezza dei ricordi, accontentandomi solo di quelli astratti che si faranno via via sempre più nascosti, quasi dimenticati, nella mia mente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Posted by: admin on