Nuovo lavoro, nuova casa

Ecco, ci siamo e lo sapevo che il giorno sarebbe arrivato: a lavoro mi trasferiscono e mi danno un’altra casa vicina alla nuova sede. Non ci voglio pensare, un altro trasloco! Io se c’è una cosa che odio è traslocare, considerata quanta roba accumulo e quante poche cose butto via quando non mi servono, la situazione è abbastanza tragica.

Mi mandano in serata le fotografie del nuovo appartamento, che mi hanno assicurato sarà molto più bello e spazioso di quello in cui vivo adesso, che per le mie necessità è più che valido. In casa siamo io e Pollon, la mia gatta, un luogo più grande nel quale vivere mi servirà davvero?

Ma non è che abbia molta scelta, il trasferimento è previsto tra tre mesi e quindi devo – o posso – già iniziare a portare le mie cose nella nuova casa e sistemarmi piano piano. Lo so che mi ritroverò come sempre con l’acqua alla gola, è pur sempre il mio marchio di fabbrica arrivare in ritardo e rischiare di non farcela a far tutto.

Comunque appena me lo hanno comunicato, a casa, ho guardato tutti gli oggetti al suo interno con occhi diversi, con gli occhi della disperazione. Ho un armadio in noce, che penso potrebbe pesare come una decina di persone che si abbracciano, e come lo sposto da lì? Dovrò anche togliere tutto quello che c’è al suo interno, e se mi preoccupo c’è un motivo. Io non ho idea di cosa ci sia là dentro! Ho accumulato talmente tante cose negli anni, che non mi ricordo neanche più dove (e perché) le ho messe.

Oppure il tapirulan, come lo porto giù per le scale, avendolo al secondo piano? Non voglio contattare un servizio di traslochi, ma ho paura che sarà l’unica soluzione plausibile. Potrei raccattare tutti gli amici e obbligarli ad aiutarmi, ma non penso saranno molto felici di questa opzione.

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